27/01/2012
Questo 2012 - il surreale reale
non si sta smentendo, anzi sta mantenendo le sue promesse di anno dai grandi stravolgimenti. Della profezia dei Maja parlerò, ma non ancora, vorrei documentarmi per bene. Ma al di là della profezia, se già si fa un conto degli eventi di questo primo mese dell'anno, possiamo considerarci a posto. Vorrei fare dell'ironia, ma non tanto mi viene. Che poi questi eventi stanno colpendo in buona parte proprio noi, l'Italia. Il disastro della nave è stato eclatante, in un mare già non eccessivamente profondo laddove è profondo, andarsi ad incagliare in uno scoglio nei pressi di una costa notoriamente rocciosa, una nave così grande di una compagnia con tanta esperienza alle spalle, tale da essere in grado di evitare le grandi tempeste oceaniche. Se ci si pensa ha del surreale. E come evento, direi che questo è già bello grosso. Volendo passare ad altro, basta considerare la situazione politica ed economica. Rivoluzione, forse, ribellione sicuramente. Prezzi improponibili, previsioni di tasse e controtasse che anche a pensarci c'è solo da disperarsi. L'Europa che si accanisce, forzature da tutte le parti. Aziende al collasso, o collassate, lavoro sempre più improbabile, stipendio a fine mese neanche a dirlo che arrivi puntuale. Animi ormai esasperati, scioperi ad oltranza. Fintanto che tutto questo lo senti raccontare al telegiornale o lo leggi in giro, ti sembra quasi solo un film, irreale e surreale. Quando poi entri in un supermercato per prendere quelle poche cose che ti servono, e fare un po' di spesa, e trovi interi scaffali vuoti, persino i cesti del pane, totale assenza di frutta e verdura, e gente che prende più che può per farsi scorte, per non dire dei prezzi lievitati su quei pochi prodotti che ancora si trovano, che sembrano oro, e che sei costretto a comprare per assicurarti delle riserve nel caso la situazione peggiori, il surreale diventa reale. Ma peggio di così, dove si arriva? D'altra parte non si può continuare ad accettare le cose in questo modo, e sottostare al quieto vivere in nome di un benessere che di fatto non c'è. Penso quindi che sia giusto protestare e farsi sentire, consapevole che questo comporta sacrifici ed eventuali rinunce, e con la speranza che le cose possano però cambiare per dirigersi verso un reale benessere comune. Almeno ci voglio credere. Però caspita, questo 2012 sembra davvero avere in sé qualcosa di surreale. Ho sempre più curiosità di documentarmi in merito.
14:05
Scritto da: ellypettino
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