27/12/2011
Di nuovo sui sogni
Non si sa niente sui sogni nè forse si saprà mai niente con certezza, la mente umana è estremamente complessa. Però guardando il film "Inception", che è tutto incentrato sui sogni e il mondo dei sogni (tra realtà e sogno), ho pensato una cosa - io e le mie idee. E se, quando sognamo, raggiungiamo le menti di altri? Faccio un esempio. Capita spesso di sognare luoghi che non abbiamo mai visto, volti che non riconosciamo nè conosciamo minimamente, e che magari nel sogno ci sembrano invece molto familiari. Se così è, come fanno a stare là? Come facciamo a vedere qualcosa che non abbiamo mai visto? Ciò che non si conosce non si può nemmeno immaginare. D'accordo, potrebbe essere che queste cose che ci sembra di non aver mai visto in realtà non sono altro che frutto di quanto la nostra mente accumula nella veglia inconsapevolmente (senza quindi lasciarne un ricordo), e che nel sonno, in cui appunto non ha freni, rielabora e rimette fuori a modo suo. Potrebbe anche essere questo. Ma se invece è altro? Non può essere piuttosto che in quel momento siamo entrati nella mente di un altro che, come noi, sta dormendo e sognando e che non conosciamo affatto? D'altra parte, nel sonno, la mente non ha limiti nè vincoli, nè distrazioni, è letteralmente a briglia sciolta, non ha freni e va velocissima senza trovare ostacoli, se non da parte della realtà esterna (tipo, una finestra che sbatte ci sveglia). A maggior ragione, potrebbe essere benissimo che, liberata, riesca a raggiungere altre menti addormentate e sognanti penetrando nel loro sogno, e vedendo luoghi e volti che loro conoscono, ma che per lei sono sconosciuti. Sì, potrebbe essere un'ipotesi azzardatissima, ma anche no. Allora i sogni che precorrono i tempi, quelli che prevedono il futuro? La mente in quei casi corre più veloce della luce (e del tempo). O ancora i sogni telepatici, che mettono in contatto due persone.
Se penso a tutto questo, non mi sembra un'ipotesi poi tanto azzardata, al contrario, mi sembra sempre di più una buona eventualità.
mi è venuto un dubbio: sognamo o sogniamo? Scrivendo il post, d'istinto m'è uscito sognamo. Da "sognare". Però a rilettura mi faceva strano. E infatti oggi, scrivendo altrove, me l'ha dato come errore di ortografia. Si scrive "accompagniamo", "bagniamo", "sogniamo", con la i. Però mi suonano strani pure questi. Che poi "sognate" è senza i. E perchè? Boh. Vabè che la lingua italiana (scritta) si sta perdendo, figuriamoci per le eccezioni.
(succublog splinder: 05/03/2011)
18:51 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Polemiche e non - Facebook
E gli attacchi diretti non si possono fare perchè, non sia mai, rischi di beccarti pure una denuncia. E le battute no perchè hanno un tono polemico e c'è sempre quella persona che con sarcasmo lo sottolinea (e questo non è fare polemica?). Vabè, io sul mio blog dico quello che mi pare.
Premesso che Facebook non è un problema in sé, ma per il fatto che dà accesso a tutti, anche agli idioti e stupidi, e che girano cose diseducative, irrispettose, volgari e spesso schockanti, per non dire, senza esagerare, pericolose, visto anche l'alto flusso di minorenni, tredicenni e anche meno. Premesso che praticamente è un blog gigantesco che però non gestisci tu, utente, ma loro, gli omini di Facebook, il grande occhio, perchè sanno e controllano tutto, e gestiscono i movimenti tuoi, miei e di tutti. Queste sono cose che, OVVIAMENTE, chi si iscrive su Facebook sa benissimo, vero? Mi auguro che nessuno si illuda di essere al sicuro con la propria privacy, e che tutti siano al corrente che ogni cosa che scrivono là e risà e si risà, quindi che venga fatto con totale consapevolezza e responsabilità. Preciso che di gente responsabile e in gamba ce n'è, ma come c'è questa, ce n'è, putroppo, altrettanta totalmente stupida e deleteria (come fuori da Internet). Di conseguenza, gli omini di Facebook dovrebbero tutelare il "loro" bloggone da questi esseri pericolosi e spesso disgustosi. E che possono farlo è assodato e lo dimostra questo particolare: io là ci vado per cavoleggiare, letteralmente, con i giochini (che poi si sono ridotti a uno solo; li trovo noiosi e sempre uguali) e cavolatine allegate. Ebbene, gli omini di fb, vedendomi fare sempre la solita cosa, ad un certo punto, dopo un po', mi bloccano questa applicazione "dicendomi" che devo dedicarmi anche ad altre attività facebookiane (e meno male che siamo liberi! Sì! come no! Sono liberi gli idioti di fare le loro idiozie. Tanto fanno audience
) . Allora dico, se questi hanno il tempo di controllare me, che non faccio praticamente un tubo (non di male agli altri, almeno...), vuoi che non abbiano modo di stoppare link o pagine vergognose come quelle che vengono spudoratamente messe a danno e denigrazione persino di persone defunte (e in malo modo)? Ci vuole tanto per loro a dire a sta gente "andate a fare le vostre schifezze altrove, non qui", visto che è uno spazio web enorme che loro, a quanto pare, gestiscono e controllano scrupolosamente, persona per persona? Non ci crede nessuno che non possano farlo. Eppure non lo fanno. E questo è gravissimo.
(succublog splinder: 01/03/2011)
18:49 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Come si può
umiliare e mortificare qualcuno senza nessuno scrupolo? Già quando avviene tra adulti può essere qualcosa che segna, a volte in modo indelebile, figuriamoci se si fa con bambini e adolescenti. Mi riferisco alla scuola. In passato c'era una severità in certi casi spaventosa, oggi si passa di tutto e di più. L'eccessiva severità non è sostenibile nè accettabile, ma il lassismo è deleterio a pari merito. Un bambino a cui non vengono corretti gli evidenti errori di ortografia non imparerà mai, peggio ancora se vengono segnati in rosso e poi gli si mette "bravissimo". Crescerà con l'abitudine di farli e l'idea che se li fa, non c'è niente di male. Invece sì., E' un danno alla sua istruzione. Così come, d'altra parte, umiliarlo e mortificarlo davanti a tutti, penalizzarlo senza cercare di capire, di suscitare il suo interesse e incoraggiarlo è un danno gravissimo alla sua "educazione". Di sicuro la severità (quando è equilibrata, ovviamente) non è deleteria per un bambino quanto lo è l'umiliazione e la mortificazione, alle quali potrebbe reagire malissimo nel corso del tempo covando rancori incancellabili, che spesso sono alla base di gesti estremi e violenti. Negli ultimi anni la scuola è scivolata sempre di più in questi errori, con atteggiamenti di permissivismo o anche di tendenza a sostenere solo gli alunni migliori, lasciando allo sbando i più indisciplinati - da cui generazioni di gente ineducata e menefreghista - E a peggiorare ulteriormente le cose, anche a livello di istruzione, sta dimostrando lacune gigantesche. Ma "istruzione" ed "educazione" non dovrebbero andare di pari passo? Siamo in una società di disadattati, la delinquenza cresce, gente (giovane) che svalvola fino ad arrivare a gesti estremi, la violenza che sembra diventare "normale" . Come mai non ci si chiede il motivo? Mortificare un alunno, paragonarlo in negativo ai più bravi e volenterosi - altro errore grave, come lo è da parte dei genitori che, esaltando uno dei figli, mettono in competizione i fratelli tra di loro magari allontanandoli, quando questi dovrebbero essere sempre solidali e vicini - senza mai gratificarlo, senza seguirlo e almeno tentare di salvarlo dalla catastrofe, può farne un disadattato, che si sente un fallito, un fuori posto nella società, esattamente come non correggere gli errori di ortografia di un bambino fa di lui un semi-analfabeta. L'istruzione nella società è sacra, quanto la legge e la medicina. Sono questi tre i pilastri che la sostengono, e se questi fanno acqua, la società affonda. La vittoria della legge non è che "chi sbaglia paga", ma dovrebbe essere che "chi sbaglia capisca di aver sbagliato"; la vittoria della medicina non è quella di "assegnare più analisi possibili per fare tutto il possibile per salvare la vita" , ma dovrebbe essere quella di "salvare la vita"; la vittoria dell'istruzione non è di "portare avanti i più bravi", ma dovrebbe essere di "portare avanti tutti, e soprattutto preoccuparsi che quelli con più difficoltà arrivino insieme ai più bravi". La società è fatta da individui, e ogni individuo va tutelato, incoraggiato, valorizzato in sè, e non denigrato nè mortificato. Altrimenti non si deve andare tanto lontano per cercare le cause dell'ignoranza (mentale soprattutto) e dei disagi sempre più frequenti, nè ci si deve lamentare se in giro c'è sempre più insoddisfazione e delinquenza, sempre più psicolabili e disadattati, con conseguente aumento di reazioni drastiche e violente.
(succublog splinder: 26/02/2011)
18:42 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Ricordi
Non posso nè voglio vivere di ricordi, no. Ma ci sono cose che non posso nè voglio dimenticare.
Brutti o belli che siano, ci sono, fondamentali, sempre. Quelli peggiori non so come, riesco ad accantonarli, e comunque con il passare del tempo, riaffiora sempre meno la sensazione legata a quei momenti. Mentre per quelli belli no, al contrario, in qualche modo tempo la ravviva. Ad esempio, ricordo i periodi trascorsi in montagna, e sento viva la sensazione di pace che provavo allora, tanto da ricordare chiaramente la luce dei pomeriggi di sole, il fruscio degli alberoni fuori dalla casa, addirittura il suono delle voci, che, non so perchè, sembravano non avere eco, nè acustica, ovattate, come se avessi le orecchie tappate. I profumi, di aria pulita, dei camini la sera, delle grigliate.
Oppure casa di mia nonna, dove ho vissuto i primi 3 anni, altro luogo a cui sono legatissima. Anche in questo ricordo tutti i sensi sono totalmente attivi: la luce che penetrava dalle serrande la mattina, il profumo del caffelatte, persino il silenzio, in cui risuonava il ticchettìo del mini-pendolo nel soggiorno. E il sole accecante della sala, che scaldava come mai il sole mi abbia scaldato in vita mia. Tutto perfetto, e non perchè "idealizzato" dal ricordo. Era perfetto e basta. E quanto amo ricordarlo.
(succublog splinder: 24/02/2011)
18:41 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Lamentarsi
senza fare niente per cambiare le cose è una inutile perdita di tempo.
Lamentarsi di quello che si vive ogni giorno, delle persone che hai intorno, se ricevi aiuto o meno, delle situazioni in cui ti trovi. Eppure molti lo fanno. Ci sta la necessità di sfogarsi, ma se si è scontenti e non si fa niente per cambiare le cose - o almeno tentare di cambiarle - a cosa serve? C'è da presumere che chi si lamenta, spesso e volentieri, in fondo è contento di ciò che ha, e ha ciò che vuole, anche se se ne lamenta, e il lamentarsi fa semplicemente parte del suo carattere. Però a questo punto ancora di meno me la spiego. Pare che la gente faccia di tutto per sentirsi infelice. Niente sembra mai andare come dovrebbe, o come vorrebbe, quello che vive in prima persona e quello che vede vivere in giro. Una tranquilla stabilità diventa monotonia ed insoddisfazione, se non costrizione e sacrifici chissà di quale entità e chissà da chi imposti. Basterebbe realizzare che se siamo a quel punto è perchè noi abbiamo voluto esserci, nessuno ci ha costretti nè spinti a farlo (spesso questa è usata come scusa per lamentarsi ulteriormente), e che in fondo abbiamo ciò che fa per noi, per cui non ci sono motivi reali per lamentarci. E se al contrario si pensa che ci siano, basterebbe pensare che una via di uscita c'è sempre, e che si può sempre tentare di cambiare le cose e adattarcele addosso per viverle al meglio, questo ovviamente senza danneggiare niente e nessuno altrimenti poi si dovranno fare i conti con la coscienza, che non potremo ignorare. Anche chi decide pre-valutando chi o ciò che ha intorno, quello che pensano o vogliono gli altri, le conseguenze che può infliggere la sua decisione, anche questo tipo di persona sceglie ed è libera di scegliere: la scelta la compie nel momento stesso in cui pensa a tutto il resto, e da cui caratterialmente non riesce a prescindere. perchè se lo facesse si sentirebbe egoista. E' sempre lei a scegliere, nessun altro la costringe nè la trascina.
Se si potesse tornare indietro, attraverso percorsi mentali all'inverso, fino al momento esatto dell'inizio delle varie situazioni che viviamo, scopriremmo che all'origine di queste ci siamo noi, e la nostra scelta. La consapevolezza di questo non può che farci felici, sapere che siamo stati noi gli artefici anche dei nostri errori, che abbiamo avuto la libertà di decidere ed eventualmente sbagliare e abbiamo avuto e abbiamo ancora modo ed opportunità di rimediare, di prefissarci una meta e di dirigerci verso quella, o anche no, vivere semplicemente minuto per minuto. E' vero che la vita mette alla prova, spesso dura prova, questo è innegabile, e alle volte tragico, purtroppo. Ma "come" vogliamo affrontarla sta a noi e soltanto a noi. Se pensassimo questo, invece di girarci e rigirarci nel pessimismo e nell'insoddisfazione nata dal pensiero di tutto quello che "avrebbe potuto" essere e non è stato, o la smettessimo di incolpare terzi per le situazioni di vita in cui siamo, se lasciassimo perdere i vari "se avessi fatto, se non avessi fatto" o peggio "se non mi fossi fatto influenzare dagli altri" che non sta nè in cielo nè in terra, scopriremmo che non abbiamo motivi per essere insoddisfatti, e che comunque non è mai troppo tardi per cambiare direzione.
Che l'uomo sia "artefice del proprio destino" non lo penso del tutto. La vita decide, con i suoi eventi e avvenimenti che ci mette davanti. Ma che poi stia esclusivamente a noi decidere come affrontarli, è una verità oggettiva.
(succublog splinder: 23/02/2011)
18:26 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Non riesco a dormire. Che fare.
contare le pecore
serve a poco.
Per me dormire è sempre stato un optional, una perdita di tempo, ma periodicamente ho fasi di sonno acuto, probabilmente accumulato e che quindi devo smaltire. Ho letto cosa fare e cosa non fare per prendere sonno facilmente. Tra le cose da NON fare, c'è fare sport, telefonare al proprio ragazzo, perchè in caso di eventuale discussione, la notte la passi in bianco, o chattare al computer, in quanto la stessa luce del computer inibisce il sonno, addirittura c'era scritto che il computer andrebbe spento un paio d'ore prima di mettersi al letto.
Tra le cose da fare, ci sono i classici rimedi tipo bere latte caldo o camomilla, vedere un film, fare grossi e profondi respiri, e anche leggere al letto, o in casi estremi, fare due passi per casa. Ma non si dice niente sul contare le pecore. Con me non funziona, perderei il conto, sarebbe una distrazione più che un rilassamento. E devo ancora incontrare chi si sia addormentato in questo modo.
(succublog splinder: 21/02/2011)
18:25 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
L'anima
ho pensato spesso a questa cosa, un'ipotesi un po' pazza, da me, insomma.
Se l'anima è spirito, e se è vero che siamo tutti al mondo collegati da un'energia comune, potrebbe essere che, il momento della nostra nascita, la mia ad esempio, sia coinciso con la dipartita di qualcun altro da qualche parte del mondo, la cui anima è entrata in me? Questo spiegherebbe ad esempio i deja-vu, o quelle sensazioni che abbiamo tutti di essere già stati in un luogo che non è presente nei nostri ricordi, o situazioni o posti che vediamo in sogno, e che non capiamo da dove escono fuori. Forse non appartengono alla nostra anima ma a quell'altra. E così si spiegherebbero anche i casi di personalità multiple... magari si tratta di più anime convertite alla nascita della persona e che, non riuscendo ad amalgamarsi tra loro, restano distinte e si alternano periodicamente. Può essere un'ipotesi.
(succublog splinder: 17/02/2011)
18:23 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Il manicomio rotondo

e che gira pure.
(succublog splinder: 16/02/2011)
18:21 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Magritte
mi piace.





I suoi quadri sono essenziali, ma particolari. In qualche modo mi affascinano. E io non amo affatto la pittura moderna, l'arte moderna in genere. Non mi piace. Questo sì. Mi dà l'idea di psicanalisi, per immagini e colori. Più stati mentali che immagini, molto azzurro (un colore riposante), spesso presenti cielo e nuvole. Un po' angosciante la dimensione umana, figure tutte uguali, ma che acquistano enorme valore inserite in questi spazi naturali dei quali diventano quasi parte integrante dando, nonostante la loro essenziale ripetitività, un'idea di infinita immensità.
(succublog splinder: 15/02/2011)
18:16 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Articolo molto interessante
http://www.leprotagoniste.org/perch%C3%A8-le-francesi-fan...
passatomi questo pomeriggio. Un argomento su cui spesso non sono
ritenuta "ferrata" in quanto "non mamma". Questo però non significa che
non abbia una mia opinione. L'articolo riguarda le mamme francesi ma io
ho la testimonianza di una mamma italiana (nonchè mia cugina) che vive
da anni in Inghilterra, è sposata, ha un bellissimo bimbo e un altro in
arrivo. Anche lei, pur avendo lo stampo italiano, mi ha parlato
positivamente dell'esperienza d'Oltralpe in merito ai figli. Già, ad
esempio, il fatto che là non si usano le visite dal ginecologo. Si fa
tutto tramite ospedale, ti visitano solo ed esclusivamente se c'è
qualche problema, fai le analisi del sangue ogni 3 mesi e stop. Qui,
durante la mia esperienza, era uno stress. E' vero anche che mi sono
suggestionata (colpa mia, assolutamente) a causa di quello che mi veniva
detto, con frasi che andavano da "tranquilla, è la cosa più naturale
del mondo" a "il prosciutto non lo mangiare, evita troppo zucchero,
questo non lo mangiare". E meno male che è la cosa più naturale del
mondo!
Conclusione, questo articolo per me dice tanto, e fa riflettere. Comunque è una lettura interessante.
(succublog splinder:14/02/2011)
18:12 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Buon San Valentino
a tutti, innamorati e non, quelli che lo sono stati, quelli che lo sono ancora e quelli che lo saranno. A tutti quelli che credono nell'amore, questo inspiegabile, misterioso e magico sentimento che volere o volare guida il mondo. Una "forza che viene dall'alto" come diceva la canzone dei Frankie goes to Hollywood, "The power of love". Cosa sia non si sa. In che modo e perchè nasce, nemmeno. Non ha a che fare con la scienza, ma con la fede. O forse ha a che fare con tutto. Se non il 100% (purtroppo "se non"), diciamo il 99%, della nostra presenza nel mondo deriva da quello, come anche la stessa riproduzione della specie. Con la storia del santo, Valentino, poco ha a che fare, comunque sia, oggi è praticamente la "festa dell'amore", e riguarda tutti, ognuno a modo proprio ne è irrimediabilmente coinvolto.
(succublog splinder: 14/02/2011)
18:07 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Sembra statisticamente dimostrato
che si desidera quello che non si può avere. E più non si può avere, più si desidera. Ovviamente io sono fuori statistica anche in questo caso. Per me vale questo detto, che ho trovato proprio stamattina:
"I sogni si avverano: se non esistesse questa possibilità
la natura non ci spingerebbe a sognare..."
ecco. E lo stesso discorso vale per i desideri (d'altra parte i sogni cosa sono?) Io desidero solo ciò che so di poter avere. Il desiderio mi nasce prima di ogni altro aspetto considerato, nasce da sè, a prescindere da tutto. Nel momento in cui so di poter avere, il desiderio cresce, cioè il fatto che si possa realizzare me lo alimenta automaticamente. Mentre, al contrario, nel momento in cui constato che non posso averlo, non potrò mai realizzarlo, si spegne tutto, perdo ogni interesse. A differenza, come al solito, del pensiero generale, non trovo nessuno stimolo nel volere ciò che so di non poter avere. A che serve? Cos'è che porta a desiderare questo, la consapevolezza che non si può avere? Questa è testardaggine. O cos'è, il sapore dell'irrealizzato? Ma è un sapore che resterà comunque, perchè appunto è qualcosa che si sa che non si avrà mai. Allora non è forse piuttosto il fatto che quella cosa non la si vuole poi così tanto? Desiderare ciò che non si può avere non potrebbe indicare che in realtà non si vuole proprio niente?
Una branca della filosofia buddista sostiene che il desiderio è alla base delle sofferenze umane. Non condivido questo, perchè comunque il desiderio è qualcosa di estremamente umano, è nella natura dell'uomo. Se poi i buddisti si riferiscono al desiderio di qualcosa che di sicuro non si può avere allora sì, sono pienamente d'accordo. Come il bello dei misteri è il fatto che si può tentare di svelarli, così il bello dei sogni/desideri è sapere che si potrebbero realizzare.
![]()
(succublog splinder: 13/02/2011)
18:02 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Chissà come sarebbe
vivere per sempre.
Mi è venuto da pensarci considerando le dilaganti storie sui vampiri, che tra parentesi a me sono sempre piaciuti tanto. A differenza di prima, in cui erano per lo più spaventosi, ora vengono raccontati sotto un aspetto più "umano" e meno animalesco. E mi è venuto da riflettere su come sarebbe vivere per sempre. Andando avanti, le abitudini "umane" si perderebbero, non si festeggerebbe più il compleanno, tanto per dirne una, che importanza avrebbe? E le esperienze, si farebbero, nel senso, segnerebbero? Penso di no, si andrebbe avanti e basta, un giorno dopo l'altro, fino alla fine dei tempi... impossibile persino da immaginare. Si potrebbe conoscere tutto, fare tutto, tutto il conoscibile, tutto l'immaginabile e anche l'impensabile. Non so, fa riflettere parecchio. Se poi si trova l'amore vero, quello "eterno", beh allora sì, una ragione di "vita" c'è. Ma niente del genere che conosciamo noi, famiglia, lavoro, la vita che ci tramandano e tramandiamo, niente di tutto questo. Non lo so, non riesco proprio ad immaginarlo. Tutto avrebbe un'altra dimensione, ovviamente. Ma non so, da una parte direi che è un'idea spaventosa.
Come diceva la nota canzone dei Queen "who wants to live forever?"
(succublog splinder: 08/02/2011)
17:57 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Quando meno te lo aspetti
arriva la svolta. E la vita ti cambia completamente. Mentre pensi che le giornate ti sembrano troppo lunghe, troppo uguali, che fai sempre le stesse cose senza nessuna prospettiva e la mente sembra intrappolata in un circolo chiuso come un topo in gabbia; dopo che hai messo tutti i sogni nel cassetto e inizi ormai a disperare di poterne realizzare almeno uno, succede l'imprevisto. E le giornate prendono un'altra direzione, una porta si apre , una strada giunge a destinazione, fai nuove esperienze che il giorno prima nemmeno immaginavi di fare. La mente sembra spalancarsi all'improvviso per accogliere tutto quello che arriva. Impari cose nuove, nuovi punti di vista, nuove situazioni, che ti portano a percorrere una nuova strada, e a trovarti davanti ad una nuova porta, che, mentre penserai di vivere ogni giorno uguale all'altro, all'improvviso si aprirà davanti a te. E la vita svolterà di nuovo.
(succublog splinder: 05/02/2011)
17:54 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
In una coppia...(verifiche)
ci sono, è naturale, alti e bassi. Con le dovute differenze tra coppia e coppia, ovviamente, nel senso, più o meno alti e più o meno bassi, comunque è normale. Capita di perdersi, presi da situazioni quotidiane, imprevisti, e varie, di tipo lavorativo, familiare, o altro. E purtroppo a volte non è facile ritrovarsi, perchè ci si accorge troppo tardi di essersi lasciati prendere eccessivamente da tutto il resto. Non è facile, ma nemmeno impossibile. Tutto sta a non lasciar andare le cose alla deriva, e, prima di tutto, verificare i sentimenti. Se questi ci sono ancora o se sono cambiati, o se non ci sono più. In alcuni casi, è proprio questo il punto più difficile, capire se i sentimenti ci sono ancora. E poi verificare ciò che si vuole, alla luce degli ultimi fatti di vita quotidiana, considerando se ciò che si vuole si riesce a viverlo da quel punto in poi con o senza l'altro. Secondo il mio paradossale "romanticismo pratico", questa difficoltà di verifica in realtà non c'è, perchè se i sentimenti sono ancora vivi, sono loro a farsi sentire. Se invece no, ogni sforzo di tenere incollato il rapporto (figli compresi) è assolutamente inutile. E a questo punto, per la felicità di entrambi (e dei fgli, se ci sono), bisogna prendere provvedimenti, il meno dolorosi possibile. E se poi il dolore di separarsi è troppo forte, significa, forse, che i sentimenti ci sono ancora, non vi pare? Ma forse questa è la mia parte romantica che parla, forse il dolore è dovuto ad una questione di abitudine, più che di sentimenti, perchè è per lo più difficile per gli esseri umani disabituarsi alle situazioni. Se però avesse ragione la mia parte romantica, se fosse proprio una questione di sentimenti? Se è così, saranno questi a parlare. E quando loro parlano, il resto tace. E la coppia ritrova se stessa.
(non ci posso fare niente. La mia parte romantica supera sempre quella pratica .)
++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++++
(succublog splinder: 02/02/2011)
17:52 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
I giorni della merla
I cosiddetti giorni della merla sono, secondo la tradizione, gli ultimi tre giorni di Gennaio (29, 30 e 31). Secondo la tradizione sarebbero i tre giorni più freddi dell'anno (anche se alcune leggende e tradizioni ne specificano come variante gli ultimi 2 giorni di gennaio e il primo di febbraio).
LA LEGGENDA
Il nome deriverebbe da una leggenda secondo la quale, per ripararsi dal gran freddo, una merla e i suoi pulcini, in origine bianchi, si rifugiarono dentro un comignolo, dal quale emersero il 1º febbraio, tutti neri a causa della fuliggine. Da quel giorno tutti i merli furono neri.
Secondo una versione più elaborata della leggenda una merla, con uno splendido candido piumaggio, era regolarmente strapazzata da Gennaio, mese freddo e ombroso, che si divertiva ad aspettare che la merla uscisse dal nido in cerca di cibo, per gettare sulla terra freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni la merla un anno decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana, al riparo, per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L'ultimo giorno del mese, la merla pensando di aver ingannato il cattivo gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio si risentì talmente tanto che chiese in prestito tre giorni a Febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo, pioggia. La merla si rifugiò alla chetichella in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era annerito a causa del fumo e così rimase per sempre con le piume nere.
Come in tutte le leggende si nasconde un fondo di verità, anche in questa versione possiamo trovarne un po',
(da Wiki Wiki
)
Più che della merla, fin da piccola ho sentito parlare della Candelora, che tradizionalmente coincide con gli ultimi giorni di inverno pieno. Wiki Wiki informa:
Il 2 febbraio la Chiesa cattolica celebra la presentazione al Tempio di GesùLc 2,22-39, popolarmente chiamata festa della Candelora, perché in questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo "luce per illuminare le genti", come il bambino Gesù venne chiamato dal vecchio Simeone al momento della presentazione al Tempio di Gerusalemme, che era prescritta dalla Legge giudaica per i primogeniti maschi.
La festa è anche detta della Purificazione di Maria, perché, secondo l'usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù.
questo per quanto riguarda la festa "religiosa". Ma anche la Candelora, come la merla ha a che fare con l'inverno. C'è infatti una nota filastrocca popolare, originaria triestina ma fondamentalmente uguale in tutte le regioni italiane, che canta così:
- Quando vien la Candelora
- da l'inverno sémo fóra,
- ma se piove o tira vénto,
- ne l'inverno semo drénto.
- (succublog splinder: 01/02/2011)
17:45 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Della serie: sfatiamo i detti
Il famoso detto cinese
"Siediti sulla riva del fiume: prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico"
non fa parte di me. Se lo facessi, di sicuro nella noia dell'attesa mi addormenterei e magari quello passa proprio in quel momento.
Ma che succede, invece..se il mio nemico nel frattempo sta seduto da un'altra parte, ad aspettare che passi il mio cadavere? mmah.
Intanto, il detto e sfatato .
(succublog splinder: 31/01/2011)
17:35 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
La fedeltà
che cos'è la fedeltà? Perchè si sente parlare spesso di tradimento, e non di fedeltà (anche se sono due cose correlate). Lo dico perchè sere fa è uscito l'argomento, relativamente alla fedeltà nella coppia, e ho fatto caso in quel momento di quanto poco spesso sento questo termine. L'ambito dell'argomento lo tralascio, comunque si trattava di matrimonio. Ma la fedeltà che cos'è? E' un sentimento, che altro se non un sentimento che fa parte dell'amore? Si è fedeli in quanto si ama. Nel senso che non ci sono vincoli, nè obblighi imposti da documenti firmati o altro, la fedeltà non può essere imposta o obbligata. Si è fedeli finchè si ama. Penso io.
No, non è così semplice. Perchè ci sono poi i singoli casi diversi. Sbagli a parte, perchè non bisogna dimenticare che uno sbaglio può capitare, tutto sta poi a chi è stato infedele di informarne il relativo compagno o coniuge, perchè questi possa decidere cosa fare, cioè se riesce ad accettare o meno. Perchè all'interno della coppia, se ci si vuole bene davvero, di una sola cosa innanzitutto si deve sempre tenere l'altro al corrente: dei propri sentimenti, se sono cambiati o no. Perchè se si sente che sono cambiati, è onesto e rispettoso dirlo, perchè l'altro possa decidere liberamente con la situazione ben chiara davanti. Però di sbagliare capita, spesso e volentieri, a tutti. E anche qui ci sono le eccezioni, perchè dirlo non è sicuramente facile. Si rischia di distruggere tutto, di ferire, e anche peggio, in certi casi. La mia opinione, ciò che riserverei e che voglio dall'altro, è che si dovrebbe comunque dire, perchè a ferire si ferisce in ogni caso, anche se non si parla, e l'altro ha il sacrosanto diritto di sapere. Per quanto mi riguarda è peggio non saperlo, perchè per decidere della mia vita è necessario che io sappia tutto quello che mi coinvolge, solo così posso scegliere cosa fare. Questo per quanto riguarda me, non significa che sia giusto in assoluto. Non c'è un giusto o sbagliato in queste cose, ognuno reagisce e agisce in base a come la pensa e come è fatto.
D'altra parte, la fedeltà cos'è? Se si ama qualcuno, si ha lui nella testa, nei pensieri, in ogni cosa, e questo impedisce di abbandonarsi ad altri. Perchè nel momento in cui c'è un interesse nuovo, come si fa a mettere da parte la persona che si ama? Non si può, anzi, anche se ci provi, non ci riesci, almeno io no. Può accadere in una coppia di innamorarsi di un'altra persona, ma in questo caso non si tratta di tradimento o di non essere fedeli, è ben più di questo: significa che non si ama più il compagno, un altro ha preso il suo posto. Tutto sta poi a muoversi in base (sempre) a come si è fatti o come la pensiamo. La fedeltà è tutt'uno con l'amore, la promessa di matrimonio dice "prometto di esserti fedele sempre, di amarti ed onorarti tutti i giorni della mia vita". Per amarti ed onorarti. Se si ama non si riesce a non esserlo. Non è corretto dire "devi essere fedele", "non devi tradire". Non esiste devi essere fedele, se ami lo sei. Non è un dovere nè un obbligo. Se si è infedeli non si infrange la promessa di essere fedele, ma innanzitutto la promessa di amare. Eppure tante promesse del genere vengono infrante, visto l'alto numero di separazioni. Perchè di smettere di amare succede. Forse chissà, sarebbe ora di cambiare la formula della promessa matrimoniale. Forse sarebbe più corretto farla personale, con parole proprie e proprie intenzioni. Altrimenti sono molte di più le promesse non mantenute di quelle mantenute. Perchè, diciamocelo, essere infedeli ma bene "accorti" a non farsi scoprire, è infrangere la promessa due volte, perchè c'è inganno. E, a proposito, l'inganno sì che è un vincolo. Si dice che l'amore sia una catena (
) Sì, e invece l'inganno di chi è infedele ma "apparentemente" mantiene la promessa che fa? Incatena subdolamente l'altro in una condizione illusoria e falsa. E questo sì che è un vincolo,
Non mi piace mai sentir parlare di sentimenti come "vincoli", "doveri", "obblighi". I sentimenti non sono mai doveri. E non c'è carta legale che possa bloccarli. Il "vincolo" semmai si sente dentro, ti ci senti tu legato, e questo ti porta istintivamente ad essere fedele, perchè la persona che ami non riesci ad allontanarla dai tuoi pensieri, nè a sostituirla con nessuno. Sì, penso che sarebbe l'ideale riformulare la promessa matrimoniale con parole nostre, scriverla di nostro pugno e pronunciarla guardando la persona negli occhi, e non il foglio prestampato. Pronunciarla sottoforma di una nostra scelta e volontà, di stare insieme perchè "si vuole" stare insieme, per amore, non perchè "si deve". Allora sarebbe una promessa vera, in quanto fatta consapevolmente, non "obbligata".
(succublog splinder: 27/01/2011)
17:30 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Forse non tutti sanno che
Per chi ha un mutuo con ipoteca, c'è stata una variazione alla legge sulla cancellazione delle ipoteche:
(Legge 2 aprile 2007 n. 40)
-modalità di applicazione : l'ipoteca si estingue AUTOMATICAMENTE all'estinzione dell'obbligazione garantita (=del mutuo). Trattasi di una causa di estinzione dell'ipoteca ulteriore e diversa rispetto a quelle previste dal codice civile.
1) Il creditore deve:
° rilasciare al debitore la quietanza attestante la data di estinzione dell'obbligazione (da tale data decorrono i trenta giorni per l'estinzione “automatica” dell'ipoteca);
° trasmettere all'ufficio del territorio, entro 30 gg. dall'estinzione dell'obbligazione, la relativa comunicazione. Tutto ciò SENZA ALCUN ONERE PER IL DEBITORE.
E' una conversione di legge che elimina le spese di cancellazione di ipoteca, cancellazione che stando alla nuova norma, avviene automaticamente dopo 30 giorni dall'estinzione del mutuo, o obbligazione che sia.
E tra l'altro, questa legge è anche retroattiva, cioè vale anche per mutuo già estinti. Per chi volesse informarsi meglio, ecco il sito da cui ho attinto io
http://www.overlex.com/leggiarticolo.asp?id=1276
penso sia un'informazione importante e utile, anche solo per tenersi al corrente.
(succublog splinder: 26/01/2011)
17:26 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook
Il giro del mondo in 80-voglia di viaggiare
Idea! Ogni tanto guardando foto e immagini di varie parti del mondo, vorrei tanto essere in ognuno di quei posti in quel momento. A poterlo fare! Di tempo e "mezzi" per viaggiare non ce ne sono stati molti. Così, poco fa, ho pensato che ogni tanto girerò la "ruota"
terrestre e punterò il dito sulla località che esce fuori, dovunque si trovi. E la cercherò sul web, con storia, foto e quello che mi colpirà. Vediamo che ci esce. 
(succublog splinder: 25/01/2011)
17:22 Scritto da: ellypettino | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |
Facebook

